Caro Gammal,
ho letto con vivo interesse uno studio di L. Copertino dal titolo
In morte dello Stato - cfr.
© -
e della pubblica amministrazione. Interesse individuale, in veste di funzionario pubblico in liquidazione (ovvero insegnante statale in disarmo) ed interesse sovraindividuale, perché l'analisi fattavi è lucidissima.
Vi si tratteggia infatti un processo diabolicamente lungimirante che, prima con la nascita degli assolutismi monarchici e poi con la superfetazione degli stati nazionali, è ormai riuscito a smantellare quel concetto di sacralità gerarchica che sorregge ogni società tradizionale, dalla tribù pellerossa al celeste impero.
Te ne cito le righe seguenti.
"La comunità politica è sempre stata, presso ogni cultura umana, connaturata al sacro; sicché ciò che era comune, e dunque «politico» nel senso nobile di questa parola, era immancabilmente consacrato da un’investitura dall’«alto». [...] lo Stato moderno è «il primo agente della secolarizzazione». Esso, sul piano del politico, ha chiuso le vie verso l’«alto» ed ha aperto inesorabilmente la via verso il basso: era del resto questa l’intenzione dei suoi teorici, da Machiavelli a Bodin passando per Hobbes. [...] Max Weber ha visto nello Stato moderno una «grande fabbrica» che si sviluppa in stretta unione con la rivoluzione protestante, il razionalismo filosofico, il contrattualismo sociale [...], il mercantilismo e/o la fisiocrazia economica, fino appunto alla rivoluzione industriale ed al liberismo. [...] La politica, nel senso alto e nobile del termine, è ormai chiaramente defunta ed al suo posto è subentrato il potere di anonimi tecnocrati nonché una egemonica bancocrazia transnazionale che ha letteralmente castrato, mediante la spoliazione centralbancaria del monopolio di emissione e controllo della moneta, la sovranità nazionale in favore della speculazione finanziaria globale.
I politici oggi sono i camerieri dei banchieri e gli esecutori delle ricette, impolitiche, dei tecnocrati".
L'analisi, dicevo, è lucidissima.
La diagnosi, in assenza di strumenti interpretativi quali la dottrina tradizionale dei cicli cosmici,* ovviamente no. Sarebbe stato illuminante paragonare
l'usurpazione perpetrata dallo Stato ai danni della Chiesa con la rivolta degli
ksatriya contro i
bramini (della seconda casta contro la prima, di re Artù contro mago Merlino, dell'orsa Atalanta contro il cinghiale Calidonio e così via). Illuminante perché, essendo l'insubordinazione sempre suicida,
era inevitabile che la Banca defraudasse a sua volta lo Stato (laddove con Banca ci riferiamo alla terza casta tradizionale, quella mercantile prima e finanziaria poi). E nota bene che per Banca si intende Mammona, sicché l'odierno predominio della finanza inter e sovranazionale è già, di fatto, non potendosi servire insieme Dio e Mammona, il regno dell'Anticristo. Ciò spiega perché i cosiddetti «problemi» del mondo d'oggi, riassumibili nell'incremento esponenziale dell'infelicità collettiva ed individuale, non siano una mera controindicazione, magari imprevista e perciò curabile, ma rappresentino in realtà l'unico obiettivo dell'«odiatore del genere umano» (e di chi è al suo servizio).
Ma torniamo al paragone coi cicli cosmici.
Paragone illuminante, dicevo, perché avrebbe permesso un'analogia tra la fase terminale di questo
kali-yuga, che è di fatto un
kali-yuga nel
kali-yuga, con l'intero
manvantara (analogia simile a quella che si stabilisce tra il giorno e l'anno, talché, come l'alba è metafora della primavera, il medioevo simboleggia un'età dell'oro in questa età del ferro).
Illuminante, infine, perché la durata delle quattro età è via via decrescente (quella del ferro - come sai - essendo un solo quarto di quella aurea). In tal modo, rapportando il medioevo più o meno ad un millennio, questa modernissima età della ferraglia dovrebbe avere i secoli contati.
* Al riguardo, ho cercato in rete il testo del
Vishnu Purana, ma (tranne un accenno della Wikipedia - cfr.
© - e qualche riga citata da J. Evola - cfr.
© - anche in
Rivolta contro il mondo moderno) non l'ho trovato. Comunque ti trascrivo il brano seguente, tratto da un post di
Iperhomo (cfr.
©) al quale ti rinvio in ogni caso.
“I servi si attribuiranno potere regale e sapienza sacerdotale. Gli operai si comporteranno come saggi e, i preti, come operai. I ladri faranno i re e i re scompariranno. I capi di stato, uomini d'infima estrazione sociale, confischeranno tutte le ricchezze dei paesi che governano. Lo scopo dell'esistenza sarà il denaro e il denaro garantirà il potere. I commercianti maschereranno le loro truffe con menzogne filosofiche. I contadini e gli artigiani si trasformeranno in lavoratori generici. Maschi di qualsiasi origine si uniranno a femmine d'ogni razza. Le donne giovani venderanno la verginità al miglior offerente, quelle mature si esibiranno in atti osceni e quelle anziane si imbelletteranno di stravaganze. L'adulterio sarà prima tollerato, poi permesso ed infine esaltato. Il sacro istituto del matrimonio scomparirà e, con lui, la famiglia. Non si praticheranno più i riti funebri, non si venererà più il focolare domestico e ci si nutrirà, senza alcuna abluzione preventiva, lungo le strade, mangiando cibi insipidi, cucinati altrove e posti in vendita accanto ai libri sacri. Il numero dei vagabondi, dei mendicanti e degli straccioni crescerà a dismisura. I pubblici poteri non garantiranno più alcuna sicurezza; le guardie ruberanno ai ladri e l'assassinio rimarrà impunito. La durata della vita umana si ridurrà ed il suicidio si farà sempre più frequente. Tutti si serviranno di espressioni volgari e triviali, sia il primo che l'ultimo conducendo lo stesso stile di vita. Il terrore della morte sovrasterà ogni altro pensiero. Diventerà lecito ammazzare i figli nel ventre della madre. La via tracciata dai testi sacri sparirà e prenderanno il suo posto vane congetture e teorie illusorie".
Si avvicina il grande giorno, tra Roma e Damasco, tra la chiesa di san Silvestro e la moschea degli Omayyadi, tra il campanile ed il minareto che svettano sulla reliquia della testa del Battista. Il giorno in cui Gesù/Isa apparirà sul Suo campanile/minareto, con la spada fiammeggiante, il triplice diadema ed il cavallo bianco del
Kalkinavatara. Speriamo d'essere ancor vivi, tu ed io. Ma fiat voluntas Tua, Signur.
Pax tibi.
Asno