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Non contraddire chi può dispiacersene.
Se è possibile, elogia; se no, taci.
Pensa sottratte a Lui le lodi rivolte a te.

chestertonate

Il dogmatismo unisce, come una frontiera collega. Quanti magnanimi musulmani e quanti nobili cristiani sono stati più vicini gli uni agli altri, nel loro rispettivo dogmatismo, di tanti agnostici senza un credo, senza una dottrina e, in una parola, senza una casa? Un dogma è come l'ancora per una barca e come il picchetto per una tenda; il contrario di una dogma è un vago ideale, una barca alla deriva, una tenda in balìa del vento. Che un pollo possa esser mangiato e che un uomo no, è un dogma. Che tutto possa esser mangiato (almeno finché il senno di poi non ne prova la tossicità) è il contrario di un dogma. Torneremo a cibarci di carne umana, in assenza del dogma che lo vieta? È probabile, anche perché la carne umana, purtroppo, non è tossica.

Chi comincia col combattere la fede, in nome della liberta della ragione, finirà col combattere la libertà, in nome della fede nella ragione.

La grande marcia della falsificazione proseguirà. Tutto sarà negato. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che in estate le foglie sono verdi. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli, dichiarati impossibili dall'ateo, con il coraggio del devoto. Saremo tra quanti hanno creduto, pur avendo visto.

Se l'anarchico fosse coerente, dovrebbe apprezzare il disordine anche al suo interno, anziché pretendere, dentro di lui, un rispetto così ferreo della gerarchia da giustificare il ricorso, in caso di disordine, all'olio di ricino.

memorandum

Magnopere curandum est id ut teneatur quod ubique, quod semper et quod ab omnibus creditum est (cfr. ©).

Nam res ipsa, quae nunc christiana religio nuncupatur, erat et apud antiquos nec defuit ab initio generis humani, quo usque ipse Christus veniret in carne, unde vera religio, quae iam erat, coepit appellari christiana. (cfr. ©).
22/05/2008

Caro Gammal,
ricordi la querelle tra Evola e Guénon circa la coincidenza delle figure sacerdotale e regale in un solo individuo? Il loro disaccordo, in realtà, era limitato a tempi relativamente recenti, se è vero che fino a poche decine di migliaia d'anni or sono la divisione in caste non aveva motivo di porsi. Comunque sia, Evola considerava l'unione delle due figure più normale (ovvero, più "a norma di Legge") di quanto facesse Guénon, per il quale l'autorità sovratemporale rappresentata dal sacerdote non può in alcun modo mischiarsi col potere temporale di un re legittimamente investito [dal sacerdote stesso].*
Bene, ci stavo pensando proprio ieri, leggendo un commento dell'eccellentissimo duca di Gandìa (cfr. ©, #6), che ricordava i colori della bandiera pontificia esser stati fino ad ieri il bianco e il rosso. Sono gli stessi colori che l'inimitabile padre Scomparin attribuisce rispettivamente a se stesso, in quanto sacerdote, e ad un lettore benevolmente invitato a darsi alla cavalleria (cfr. ©).

* Un'altra sinistra parodia dei tempi ultimi, nei quali Satana si sta dedicando alla sistematica contraffazione dei tempi d'oro, è rappresentata dalla monarchia inglese. Lo scisma anglicano emblematizza infatti l'insubordinazione della seconda casta (regale, guerriera ed amministrativa) e la di lei illecita assunzione delle prerogative della prima (sacerdotale, cioè ecclesiastica).

Ora, l'unione dei colori araldici sacerdotale e regale in una sola bandiera, nel suo simboleggiare la coincidenza di cui parlavo all'inizio, fa della Chiesa l'erede genuina della Tradizione primordiale. In altre parole, Cristo scavalca Abramo e si connette direttamente a Melchisedec (re e sacerdote - afferma san Paolo nella Lettera agli ebrei, VII, 1-3 - "senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio").* A quest'ultimo, infatti, Abramo pagò la decima. E da quest'ultimo Abramo fu benedetto. Come Melchisedec, pertanto, Cristo è autenticamente sacerdote ed insieme autenticamente re (la sua appartenenza alla tribù regale di Giuda, anziché a quella rabbinica di Levi, configurandosi quale ennesima dimostrazione dell'essere, la realtà sensibile, "specchio [ed enigma]" della realtà intelligibile).

* Su Melchisedec e sui suoi rapporti con altri nomi sospesi tra il biblico ed il mitico (non escluso al Khidr), ti invito alla lettura dell'ottimo Preesistenza di Gesù e Maria alla loro Incarnazione, di F. Cavallaro (cfr. ©, in Metapolitica), alla rilettura del già citato padre Scomparin presso Petrus (cfr. ©, post nel quale bastera cercare "Mikael") e ad una breve scorsa di un mio vecchio post (cfr. ©). Colgo l'occasione per dirti che al tuo commento di qualche minuto fa (cfr. ©, #59), ancora presso Petrus, non ho nulla da aggiungere. Condivido tutto, tranne (stante quanto detto sopra) il "ricollegamento abramico".

La Pace sia con te.
Asno



P.S. Devo l'immagine soprastante al sito Maràn athà (cfr. ©, pagina che ne espone anche altre, non meno ragguardevoli).

Commenti
#1   25 Maggio 2008 - 23:42
 

Melchisedec è una delle figure più straordinarie dell' Antico Testamento.

Anche nel leggere in modo distaccato, non "religioso", la sua vicenda, emergono delle domande non indifferenti: viene descritto come sacerdote dell'Altissimo.
Che culto era, il suo?

E perchè un libro che sarebbe stato scritto da un popolo per glorificare se stesso e il "suo" Dio presenta il primo dei suoi patriarchi che si mostra subordinato nei confronti di un sacerdote di una altro culto?

Dovrebbe essere in primis la logica a portare il lettore a porsi questi quesiti.

A presto
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#2   26 Maggio 2008 - 07:54
 
Cari amici,
tanto per cambiare credo tocchi leggere e rileggere il capitolo VI del Re del Mondo, manco a farlo apposta scritto da Guénon, da cui Asno trae spunto.
Il Re del Mondo è Melchisedeq
e l'investitura che egli conferisce
è di carattere spirituale,
anzi per esser più precisi R.G. ricorda che l'Altissimo è superiore, come aspetto di Dio, all'Onniportente.
Permanendo perpetuamente
per tutta la durata del suo manvatara
Manu, o Melchisedeq, o il "prototipo" di uomo,
attesta la sua "origine" non umana.

La tradizione, alla fine del ciclo, dovrà di nuovo manifestarsi integralmente,
lo stato primordiale sarà dunque ristabilito "per decreto",
la Gerusalemme celeste (o Agartha) avrà di nuovo il suo Re.

Gesù Cristo per i cristiani,
o il Corano per i musulmani,
o la Torah per gli ebrei,
in quanto forme di Verbo Divino, sono in questo senso epifanie di questa natura non-umana,
questa "incarnazione del Verbo" senza genealogia,
la cui forma di "persona vivente" o "testo trasmesso tramite uomo"
è deciso da Dio stesso per "farsi riconocere" a seconda di come Egli meglio desideri e ritenga giusto fare.
Per cui, Dio mi perdoni se sbaglio,:
se Gesù è Dio,
il Corano stesso è Dio
(e Muhammad, come riporta la Tradizione, "era" il Corano).

Quanto di "regale e sacerdotale" è contenuto nelle loro rispettive e differenti forme e funzioni di Verbo
(R.G.parla della legge che il Re del Mondo formula come immagine del Verbo divino) è un mistero che evidentemente non ci è dato comprendere su due piedi.
Il fatto che "presentandosi" in forma umana un Verbo sia "superiore" ad un altro in forma astratta (scritta) è tutto da dimostrare, specie se nella forma scritta viene annunciato il Ritorno di quella umana.
Non a caso Asno ricorda che l'Islam sia privo sacerdozio: sta proprio qui una possibile risposta.
La Terra Santa e i suoi guardiani hanno un valore eminentemente simbolico ma non per questo meno "reale",
a maggior ragione questo vale per il Verbo divino, che è simbolo "tradotto in realtà"
(con tanto di via esoterica ed essoterica in esso contenuto).
Del sopracitato Re del Mondo di R.G. credo che la nota 2 del XII capitolo serva a chiarire bene come stiano le cose.
Abrahamo riceve in questo senso la benedizione e si "piega" alla funzione che il Verbo del Re del Mondo rappresenta,
l'uomo che tutto può
(servo dell'Onnipotente)
si sottomette alla Legge
che sta più in alto di lui
(portata dal servo dell'Altissimo).
Ed egli, potendo appunto tutto,
si può benissimo piegare a tale Legge, semprechè decida e comprenda che deve farlo.
Che Dio perdoni i miei errori e faccia sua la verità se ne fosse contenuta.
Cordiali saluti


Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente umargamal

#3   26 Maggio 2008 - 09:03
 
Caro Carlo,
caro Umar,
sì. Quando si parla di centralità del Cristo si parla del coronamento dell'intero manvantara. L'alfa e l'omega, l'inizio e la fine, l'Ariete/Agnello e i Pesci. Chissà, forse dell'intero kalpa. Chissà, forse della manifestazione tutta.
Il Profeta è l'ultimo profeta, certo. Ma il Cristo è insieme il penultimo profeta e l'ultimo avatara (si colloca cioè sia prima che dopo Muhammad, invertendosi come la coda del pesce, come la spirale del caduceo, come gli ultimi due esagrammi dell'I-King).
"Che Dio perdoni i miei errori e faccia sua la verità, se ne fosse contenuta".
Ciao. Ipo
utente anonimo

#4   27 Maggio 2008 - 05:49
 
Il Cristo ponendosi storicamente prima di Mohammed e non essendoci fra di loro nessun altro profeta, ne rinforza il legame, infatti Mohammed sottolineava questo aspetto. Il fatto che Gesù ritornerà anche dopo Mohammed, senza che fra loro due ci sia stata altra profezia mette Mohammed al centro delle due venute di Gesù. E non dimentichiamo che sia Gesù che Mohammed sono anche 'indipendenti' dalla forma religiosa temporale ed immersi invece nel 'centro iniziatico supremo, cioé una dottrina metafisica al di sopra... non a caso Ibn'Arabi dice: " fai attenzione a non legarti ad un credo particolare rinnegando tutto il resto (...) che la tua anima sia la sostanza di tutte le credenze, perché Allah l'Altissimo é troppo vasto e troppo immenso per essere rinchiuso in un credo a favore di un altro..." ciao! jam
utente anonimo

#5   27 Maggio 2008 - 10:03
 
Parole sante, Jam.
Il guaio è che a dirle, queste parole sante, subito ti definiscono "sincretista". Se non peggio. Ciao. Ipo
utente anonimo

#6   28 Maggio 2008 - 09:12
 
Però non è Cristo che si pone ''storicamente'' prima del profeta Mohammed, semmai lo è Gesù il Cristo nel mistero dell' Incarnazione, dal momento che il Cristo transtorico o, se preferite, l' YperChristos di Scoto Eriugena è ''generato non creato prima di tutti i tempi''.
Il tempo storico viene sacralizzato per mezzo dell' Incarnazione del Verbo di Dio. Difatti il Verbo preesiste al tempo e si increatura nel Gesù storico.
Ibn'Arabi dice una cosa esattissima: ''fai attenzione a non legarti ad un credo particolare rinnegando tutto il resto (...) Allah è troppo vasto per essere rinchiuso in un credo a favore di un altro''.
Invero il Concilio Vaticano II insegna proprio a cogliere i semi di Verità sparsi in tutte le altri religioni, a patto che poi le si riferisca alla Cattolicità (alias Totalità e non Universalità come erroneamente si continua a ripetere) del Cristo - Eucaristia.
Perché ''Totalità''? Perché Cristo è detto esplicitamente essere il Re dell' Universo, dunque sarebbe assurdo limitarne l'azione a precise coordinate spazio - temporali che legano la divinità al giogo dell'umana contingenza.
Molto altro vi sarebbe da dire ma ciò è sufficiente per fare chiarezza almeno nell'immediato.

Umilmente

Petrus
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#7   28 Maggio 2008 - 11:31
 
Nulla da aggiungere (e, a maggior ragione, da obiettare) a quanto detto dal buon Petrus, che ringrazio per le puntualizzazioni.
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#8   29 Maggio 2008 - 10:21
 
Caro Petrus,
il ragionamento analogico (qiyas)
per quanto concerne il diritto islamico (fiqh) viene preferito all'opinione (ra'y).
Come ben saprai il diritto regola la libertà degli individui e, nell'Islam, interviene anche circa le questioni teologiche.
Come il Cristianesimo dovette confutare l'eresia ariana, il patripassismo, etc.
anche l'Islam dovette fare
lo stesso nei confronti dei movimenti mutaziliti, kharigiti, etc.
Furono versati fiumi di inchiostro riguardo la pre-esistenza del Logos, in questo caso per affermare la "natura" del Corano increato.

E' interessante, visto il contesto storico in cui si svolge tale vicenda, a mio avviso, dare uno sguardo a questo link, da cui estraggo un passo:
(...) Ma quel che risulta ora ben chiaro è che al-Qirqisani
(ndr. un teologo ebreo qaraita)
riteneva così strettamente collegate le posizioni cristiane e quelle di Ibn
Kullab da considerare equipollente una loro confutazione. In un certo
senso si potrebbe dire che anche in questo caso al-Qirqisani gioca su un equivoco, ossia sulla possibilità di intendere la Parola pre-esistente di Dio sia come il Cristo pre-esistente, sia come il Corano increato. Ed è interessante notare, in proposito, che le dottrine dei cristiani e quelle di Ibn Kullab saranno affiancate, pochi anni dopo, anche da Abd al-Jabbar.(...)
http://198.62.75.1/www1/ofm/sbf/Books/LA49/49329BC.pdf

L'analogia (qiyas) mi porta a... un'opinione (ra'y) che formulo sottoforma di domanda a me stesso:
sarà un caso che l'autore abbia vissuto in un ambiente arabo musulmano, la Mesopotamia, che utilizzi per la sua tesi gli stessi termini "acquisiti" anche dai Kharigiti per le loro interpretazioni?
A me sembra che ogni religione abbia al suo interno un grande mondo in cui vivono specii di tutte le nature e dimensioni...ma Dio ne sa di più.
Cari saluti
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#9   29 Maggio 2008 - 14:38
 
Bentornato, dotto cumpare mie.
I tuoi link sono sempre molto interessanti e questo non è da meno. Ho stampato quelle pagine e me le leggerò con calma, sperando di esserne all'altezza. Ma certamente fratel Petrus e padre Danilo (che spero intervengano sulla questione, se non qui, presso 'ierosofia') ne sanno più di me.
Ho dato una rapida occhiata. Dici bene, circa i tre monoteismi, l'essere "equipollente una loro confutazione". L'autore di quelle pagine, B. Chiesa, dice infatti che "come al-Qirqisänï considera il cristianesimo delle origini una "setta" giudaica tra le altre, così in campo cristiano - dal tempo di Giovanni Damasceno - era l'Islam ad essere considerato, da più di un autore, una "setta" cristiana, sicché la confutazione della dottrina dell'uno poteva valere anche da confutazione della dottrina dell'altro".

Sulla Parola increata, per ora, sto zitto.
Ma un passo che m'ha colpito, sempre dell'articolo in questione, è il seguente.
«Nella sua critica della Trinità, al-Qirqisänï parte dalla discussione della formula 'una sola sostanza, tre ipostasi'. "I cristiani - egli scrive - affermano che Dio è sostanza, in quanto 'sussistente in se stesso' (qä'im bi-nafsi-hi); infatti, la definizione di sostanza data da Aristotele è 'ciò che sussiste in se stesso e non ha bisogno per esistere di altro da sé'".
La risposta di al-Qirqisänï è piuttosto pungente: è ben vero che Aristotele ha definito così la sostanza, ma la definizione è riportata dai cristiani in forma incompleta; sostanza, infatti. al dire di Aristotele, è anche "ciò che accoglie in sé i contrari".
Ora, è tesi dei cristiani che Dio non è suscettibile di accidenti. Ne conseguirebbe che, per i cristiani, Dio è sostanza, senza essere una sostanza, il che è assurdo. O, per meglio dire, la teoria della Trinità è contraddittoria, perché se si parla di tre ipostasi si introduce la categoria della quantità; se si parla di conoscenza (= il Figlio) e di vita (= lo Spirito Santo), si introduce la categoria della qualità; con la "processione" del Figlio dal Padre, si introduce la categoria della relazione. E così via per tutte le altre categorie (o accidenti)».
In effetti, nella mia ignoranza, continuo a chiedermi perché la Chiesa parli di 'sostanza' (definendo ad esempio il Figlio "consustanziale" al Padre), anziché di 'essenza'. In tal caso, il Figlio sarebbe coessenziale al Padre. La dottrina tradizionale definisce chiaramente la sostanza come 'sub-stantia', come sostrato materiale, cioè, ovvero come supporto fisico della manifestazione. In metafisica, pertanto al di là della fisica (da intendersi come natura, creazione o manifestazione), non dovrebbe esserci posto per la sostanza.

Se la cosa si sviluppa, qui da noi o chez Petrus, abbiamo da conversare per mesi.
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#10   29 Maggio 2008 - 16:02
 

Porca miseria,
qui c'è da studiare per mesi! E dove lo troviamo il tempo? Studiamo già mattina e sera (almeno ci proviamo,a volte) Eh eh eh.

Il nostro discorso poneva semplicemente l'accento sulla a-temporalità del Logos divino, e dunque sulla atemporalità del Cristo, la cui funzione è primariamente di origine meta-storica e che poi, con l' Incarnazione, diviene storica, mediante la figura terrena di Gesù, uomo-Dio. Dunque noi abbiamo posto l'attenzione solamente su questo punto, affinché non si facesse confusione.
Per tutto il resto mediteremo nel silenzio della nostra cella, al fine di guarire e placare la nostra perniciosa ignoranza.

Umilmente

Petrus
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#11   30 Maggio 2008 - 02:37
 
Caro Petrus,
nella mia mai doma e spesso evidente follia giullaresca
mi son sganasciato dalle risate
per via di quel
"Porca miseria, etc.etc."
che mi è parso il destinatario del messaggio.
Mi son proprio immaginato la miseria come individuo e il fatto che tu, per via di non so quali storie fra di voi, l'interpellassi offensivamente e a tutta apposta in quel modo.
Nel caso, per esempio, non ci fosse stata 'sta storia (che poi, dato che son curioso, mi dovresti anche spiegarne i dettagli) lo stesso messaggio poteva iniziare con
"Cara miseria, etc. etc.".
Va beh va, ne abbiamo dette di tutti i colori, mettiamoci pure questa...
Ciao
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#12   30 Maggio 2008 - 03:32
 
Caro Asno,
tuttaltro che dotto è il tuo compare, anzi spero di non esserlo mai, per come la vedo è meglio una punta di saggezza che una padellata di dottrina.
Se collaborassi con i tuoi ragionamenti forse potremmo arrivare a curare i nostri malanni:
tu che sei studiato fra gli "ippici" ci possiamo mettere pure gli asini?
Se così fosse il caso tuo sarebbe risolto: tutto starebbe nel comprendere la polemica fra i santi e martiri Callisto e Ippolito.
Quest'ultimo sarebbe colui che potrebbe teoricamente liberarti, essendo appunto ippo lytos.
Il problema è che prima di esser santo e martire fu antipapa nonchè acerrimo nemico di Callisto
(non Tanzi, che anch'egli fu bancarottiere ma più "democratico": rovinò infatti centinaia di migliaia di individui e non scelse solo cristiani, prese soldi a tutti: laici, comunisti e atei... non come il primo che si limitò, semprechè sia vero, a carpirli a Carpoforo e ad alcuni suoi correligionari).
La questione non è semplice da risolvere.
Sant'Ippolito, secondo me (ma è un' illazione che prego Dio di perdonare se sbagliata), sotto sotto non sopportava che Callisto si fosse pentito e che divenuto Papa distibuisse la Comunione anche agli adulteri e permettesse al clero di sposarsi. Solo che non poteva dirgliene quattro da uomo a uomo e sfidarlo a singolar tenzone per cui mise su tutta 'sta polemica circa le opere di Eraclito e compagnia bella.
Vuoi un esempio?
Un altro bel linkone da cui estraggo:
(,,,) Dopo aver narrato la vita scellerata di Callisto, responsabile
dell’intollerabile degenerazione morale, Ippolito espone dunque la sua dottrina eretica:
e così come aveva abbandonato la sua prima fede, inventò quest’altra eresia,
affermando che il Verbo è lui stesso Figlio e anche Padre, chiamato appunto
anche con un tale nome, ma in realtà Uno: lo Spirito indivisibile; poiché il
Padre non è una cosa, il Figlio un’altra, ma sono uno e lo stesso, e tutte le
cose sono compiute dallo Spirito divino, sia quelle inferiori che quelle
superiori, e lo Spirito che si è incarnato nella Vergine non differisce dal
Padre, ma sono uno e il medesimo. Ed è questo che è stato detto [dalle
Scritture]: “Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?” Ciò che si
vede, cioè l’uomo, questo è il Figlio, ma lo Spirito contenuto nel Figlio,
questo è il Padre. “Non riconoscerò infatti due dei – disse – ma uno solo”. Il
Padre, infatti, nato da sé stesso, essendosi incarnato, ha divinizzato la carne
unendola a sé stesso e ha costituito con essa una cosa sola, di modo che è un
solo Dio che si chiama Padre e Figlio e questa persona, essendo una, non può
essere due, e così il Padre ha sofferto la passione con il Figlio52.
Ippolito è quindi il portavoce della posizione trinitaria e rigorista della
Chiesa, che ravvisa l’origine della più pericolosa e attuale eresia del tempo
nel «tutte le cose sono uno» di Eraclito, che, passando per Noeto, giunge
fino a Callisto.
A questo punto diventa necessario il confronto con Clemente Alessandrino.
Clemente e Ippolito sono infatti i due autori cristiani cui dobbiamo il
maggior contributo in termini di frammenti eraclitei tramandati alla
posterità, ma la loro interpretazione delle sentenze dell’Oscuro differisce in
maniera radicale, eccetto che per un aspetto: il collegamento che entrambi
gli scrittori cristiani instaurano tra la filosofia di Eraclito e un particolare
tratto dell’eresia del loro tempo. (...)
Ecco il uebadres:
http://www.uniurb.it/Filosofia/isonomia/2004saudelli.PDF

Quel che mi chiedo è perchè Sant'Ippolito (che sarebbe quello a cui toccherebbe liberarti come equide) fu considerato eretico e San Callisto Papa (quello che di fatto libererebbe tutti i peccatori, equidi e non) fu considerato giusto ma non imitato dai suoi successori.
Misteri a cui non so rispondere.
Un caro muggito, o raglio, o...boh, che fa il cammello, nitrisce?
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#13   30 Maggio 2008 - 10:27
 
eh eh eh caro Gammal,

''porca miseria'' è un intercalare evidentemente nostrano, personalmente ritenevamo fosse più esterofilo, vagamente internazionale.
Un esclamazione corrispondente, su per giù, al ''boia deh'' dei Livornesi. E vabbè, il senso è chiaro,
''rimettiamoci la maglia, i tempi stanno per cambiare'' (Battiato, Bandiera bianca).

la pace sia con te

Petrus
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#14   30 Maggio 2008 - 11:17
 
Caro Petrus,
come vedi, Umar (#11) è in forma smagliante.
La sua "follia giullaresca" potrebbe spingersi fino all'interpretazione letterale del suddetto "smagliante", facendone uno smagliatore di calze femminili (nella fattispecie, di quella Miseria un po' porcacciona alla quale - ma ti sembra cosa confacente alla tua cella? - hai indirizzato il commento n° 10).
Le calze smagliate della Miseria.
Signore, perdonaci. Omnia munda mundis.

Caro Umar,
ci ho messo un po' a capire che Ippolito non sta per "pietra equina", ma per "sfrena cavalli" (da luo, "sciolgo"). Dici davvero, quando parli di liberazione del ciuccio cumpariello tuo? Non posso credere che un raglio sgraziato sia assimilabile ad un fiero nitrito. Quanto a te, il cammello dicono che bramisca, ma credo che si riferiscano ai cammelli indù. Nel tuo caso, non saprei. Pare tuttavia che il verso suoni più o meno come "rummel" (che lega bene con la volpe del deserto).

M'hai appioppato un nuovo link. Troppa carne al fuoco.
Sto ancora masticando il bel saggio di ieri, che tra l'altro dedica lunghi passi al mistero trinitario ("La critica di al-Qirqisani sembra riprendere su questo punto quella di al-Muqammis, che proprio sul concetto di sostanza fondava la sua critica del cristianesimo: i cristiani dicono che Dio è 'una sostanza (gawhar), tre ipostasi (aqänïm)'; ma l’unità divina è incompatibile col concetto di sostanza, che implica di necessità l’esistenza di accidenti creati; quindi, o le tre ipostasi sono tali accidenti (e con questo viene meno il dogma della Trinità) o sono a loro volta tre sostanze (col che si cade nel politeismo)”.
Ma i brani migliori mi sembrano quelli su san Giovanni damasceno, dalla [a lui attribuita] Disceptatio christiani et sarraceni (che sembra il titolo del nostro blog).
Se il musulmano ti domanda "Le parole di Dio sono create o increate?" (i musulmani ci pongono questa domanda, molto insidiosa, al fine di provare che il Verbo di Dio è creato, il che è falso), e tu rispondi "Create", allora egli ribatterà "Così tu affermi che il Verbo diDio è creato!". Se, invece, rispondi "Increate", egli replicherà "Tutte le parole di Dio che esistono sono increate, eppure non sono Dio; quindi, convieni con me nel dire che il Cristo, che è Verbo di Dio, non è Dio".
Pertanto, non rispondere né in un senso né nell'altro, ma rispondi così: "Io professo un solo Verbo di Dio (enypostaton), che è increato, come tu stesso ammetti; tutta la mia Scrittura (grafèn), invece, non la chiamo "parole" (logia), ma "eloqui" (rèmata) di Dio". Se il musulmano replica "Com'è, allora, che Davide dice 'Le parole (logia) di Dio sono parole (logia) sante' (Sal 12,7), non già 'Gli eloqui (rèmata) di Dio sono eloqui (rèmata) santi'?", tu rispondigli che il profeta ha parlato in senso improprio, non in senso proprio (tropologikòs elàlesen kai ou kuriologikòs). Se ti chiede "Cos'è il senso improprio (tropologikòs) e cos'è il senso proprio (kuriologikòs)?", rispondigli "Il senso proprio è l'espressione 'ferma' e 'costante' di una cosa, il senso improprio è la sua espressione 'inferma' e 'incostante'; così, egli ha chiamato impropriamente 'parole' gli 'eloqui' (di Dio), che propriamente parlando non sono 'parole', ma appunto 'eloqui'".

Siamo nel vivo del tema proposto da Petrus (#6 e #10), circa l'atemporalità del Verbo ("il Verbo preesiste al tempo e si increatura nel Gesù storico").
Ci sarebbe tanto da dire.
Per esempio, intendendo Verbo come Suono [primordiale] si spiegano 1) la priorità tradizionale dell'udito, tra i cinque sensi; 2) la priorità mitologica ed astrologica di Saturno/Crono, al quale competono l'udito/orecchie; 3) l'omofonia tra 'suono' e 'swan', il cigno il cui canto ci riporta sia al gioco dell'oca che al volo della colomba dello Spirito: 4) l'affinità tra il suono - che si propaga sfericamente, a partire dal centro - e l'etere, il primo dei cinque elementi, quello onnipervadente, e soprattutto 5) l'immortale incipit del Vangelo di Giovanni. In principio era il Suono. Ed il Suono era presso Dio. Ed il Suono era Dio.


P.S. Solo ora leggo il commento precedente, nel quale Petrus (che ancora non sa delle calze smagliate della sua Miseria) si rimette la maglia. Ci mancava solo Battiato. Siamo condannati ad oscillare tra le vette dello Spirito e i bassifondi della Materia, lei e i suoi mutandoni di lana. Che Dio abbia pietà di noi. Di noi tutti, intendo.
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#15   31 Maggio 2008 - 06:27
 
Caro Asno,
mi rendi sempre pan per focaccia, grazie a Dio.
Intendo dire che, posto sia vero ti costringa ad impegni straordinari a causa dei link postati (o dei post linkati), che dovrei dire di tutti i blog ai quali partecipi e che devo in un certo senso seguire per capire cosa ti frulla per la capa?
Mi riferisco in particolare a quello del piccolo Zaccheo in cui scopro che intavoli senza incavolarti amabili discorsi con Copertino.
Vedo con piacere che quella Maryam libanese t'ha fatto simpatia.
Anche a me, sinceramente, non è una tipo Cristiano Allam. E' una perosna che davvero mi piacerebbe conoscere, ma lo vedremo dopo.
M'è piaciuta la sua risposta al Sinedrio di turno.
Il fatto, come ben avrai compreso, rappresenta tuttaltro che non quel che appare: è mediante il Sacro Corano che lei prova il suo diritto ad esser cristiana.
E' una specie di prova del nove.
Esser poi attaccati alle forme mi pare una trappola in questo caso perchè non siamo noi decidere quali saranno.
Arriverà il giorno in cui tutti i credenti saranno d'accordo, senza che esegesi in questo o quel senso li divideranno: quella surah che riporti, per esempio, riguarderà chi chiama in causa, i mu'minin, cioè coloro che hanno iman, fede.
Se avesse voluto dire muslimin, coloro che "fanno" islam (sottomissione pacifica), Allah lo avrebbe fatto.
Detto en passant, il Sacro Corano va letto per cosa è:
se un versetto dice "o popolo d'Israele" è chiaro che tale versetto si rivolge ad essi, se dice "o voi infedeli" idem si rivolga a chi infedele è, se dice "o voi che credete" etc. Fine parentesi.
Dicevo: arriverà sto buon Gesù, no?
E se, puta a caso, dicesse che tocchi pregare inginocchiati per cinque volte al giorno?
E che tocchi digiunare durante la nona luna?
E che tocchi versare l'elemosina?
Che farai? Che farete?
Solo perchè, accidentalmente, queste son le regole che l'Islam insegna e pratica da secoli non le seguirai?
Gli dirai: "Ma come, mio Signore, sei musulmano pure tu come Bin Laden?" (magari in quel poco d'arabo che avrai imparato grazie a qualche lavavetro e che Gesù potrebbe capire per la sua parentela con l'aramaico?).
A proposito di quel personaggio che qualcuno ha creato sembra quasi dal nulla, mi riferisco a Bin Laden, sei proprio sicuro che non sia parente di Gesù? A giudicare da questa icona
http://www.maranatha.it/Miscel/volto/010.htm
c'è da stare attenti:
non è che , arrivasse in sha Allah, domattina me lo arrestate un'altra volta e lo spedite a Guantanamo con tutta sta scienza che trasuda da sti pori di bel fisicone occidentale tutto certo di avere la salute del corpo, la sapienza dell'anima e la verità dello spirito?
Mah.
Una domanda banale: ma... oltre ad aver perso il lavoro (che può esser una fortuna se consideriamo che Chi provvede a noi è solo Dio e basta) questa benedetta Maryam non è che ha perso pure il marito?
In quel caso se aveste una foto... chissà...una ex-musulmana che diventa cristiana tramite il Corano e un ex-cristiano che diventa musulmano tramite il Vangelo, che dici, non sarebbero una bella coppia?
Perditempo astenersi (e la foto deve esser col giornale di domani mi raccomando;-)
Ciao cumpa'


utente anonimo

#16   03 Giugno 2008 - 10:59
 
Caro Gammal,
sai bene quanto il nostro blog sia un luogo di malaffare.
Qui non si cerca di convertire. Si spera solo di non pervertire, col Suo aiuto.
Sì, m'è piaciuta, quella Maryam libanese.
Tuttavia il versetto n° 55 della terza sura non equipara i cristiani ai musulmani, perché i soli credenti sono sempre e solo questi ultimi. I cristiani vengono posti al disopra degli infedeli, è vero, ma non perciò sono promossi a credenti.
Non mi sembra questa, la strada verso il Paradiso.
Lasciamo che sia Lui, a giudicare "le nostre discordie". Non ne posso più, del "Sinedrio di turno", come ben dici tu.

A proposito di Zaccheo, il tuo partner asinino ha fatto ben altro. Se hai voglia, scorriti i commenti ad un suo post, qui, soprattutto quelli tuoi (o comunque di Gammal), di Copertino e di Rosanna. Te la ricordi, Rosanna, alias SorannaroS?
L'ultimo commento è di Giovanni. Te lo ricordi, Giovanni?

Forse sono un tiepido. C'era un film, con Jerry Lewis, nel quale costui aveva indossato a metà entrambe le divise, la nordista e la sudista, sicché marciava a testa alta tra le due opposte trincee, guadagnandosi gli applausi di entrambe.
Era solo un film, comico per giunta. Però fa pensare. Chissà se, al Suo ritorno, noi cristiani Lo vedremo cristiano e, voi musulmani, musulmano?
L'importante, però, musulmani, cristiani, ebrei o buddisti che si sia, è capire che si tratta di Lui. E chi non è con Lui è contro di Lui.
Così penso, almeno.

Una ex-musulmana che diventa cristiana tramite il Corano e un ex-cristiano che diventa musulmano tramite il Vangelo, che dici, non sarebbero una bella coppia?
Quanne sponta la luna e Omar è chiaro
tutte li pisce 'nce fanno all'ammore.
Ciao, vecchiaccio.
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#17   03 Giugno 2008 - 12:42
 
Caro Asno,
ci siamo ficcati in una bella storia con sto blog di Zaccheo... grazie ;.)
Hai perfettamente interpretato il mio ruolo e non posso che ringraziarti, saremo ben due anime in pena ma almeno ci assomigliamo.
Solo una domanda:
secondo te esistono edizioni taroccate o piratate dell'opera di Guénon?
Te lo chiedo perchè non mi pare possibile che chi dice d'aver letto tale opera abbia letto le stesse cose che ho letto io.
O sono io ad avere altri libri o sono loro, in ogni caso è certo che non abbiamo letto le stesse cose, più passa il tempo (e li rileggo) più me ne convinco.
In alternativa estrema sparo un'altra ipotesi:
che tocchi avere più di cinquant'anni ed esser sulla via della demenza senile per capire cosa significa?
Mah...
(è un periodo che mi viene spesso da dire "mah").
Saluti cari
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente umargamal

#18   04 Giugno 2008 - 10:15
 
No, non parlerei di demenza senile. Sebbene aiuti, certo.
Diciamo che Guénon è come il fumo [negli occhi], per chi fumatore non è. Allora, come noi evitiamo di fumare presso blog di non fumatori, così questi ultimi non possono lamentarsi se qui si fuma.
Dobbiamo stare più attenti, però, presso i blog altrui, perché talvolta ci puzza l'alito. E chi non fuma se ne accorge subito.
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