Caro Gammal,
ricordi la querelle tra Evola e Guénon circa la coincidenza delle figure sacerdotale e regale in un solo individuo? Il loro disaccordo, in realtà, era limitato a tempi relativamente recenti, se è vero che fino a poche decine di migliaia d'anni or sono la divisione in caste non aveva motivo di porsi. Comunque sia, Evola considerava l'unione delle due figure più normale (ovvero, più "a norma di Legge") di quanto facesse Guénon, per il quale l'autorità sovratemporale rappresentata dal sacerdote non può in alcun modo mischiarsi col potere temporale di un re legittimamente investito [dal sacerdote stesso].*
Bene, ci stavo pensando proprio ieri, leggendo un commento dell'eccellentissimo duca di Gandìa (cfr.
©, #6), che ricordava i colori della bandiera pontificia esser stati fino ad ieri il bianco e il rosso. Sono gli stessi colori che l'inimitabile padre Scomparin attribuisce rispettivamente a se stesso, in quanto sacerdote, e ad un lettore benevolmente invitato a darsi alla cavalleria (cfr.
©).
* Un'altra sinistra parodia dei tempi ultimi, nei quali Satana si sta dedicando alla sistematica contraffazione dei tempi d'oro, è rappresentata dalla monarchia inglese. Lo scisma anglicano emblematizza infatti l'insubordinazione della seconda casta (regale, guerriera ed amministrativa) e la di lei illecita assunzione delle prerogative della prima (sacerdotale, cioè ecclesiastica).
Ora, l'unione dei colori araldici sacerdotale e regale in una sola bandiera, nel suo simboleggiare la coincidenza di cui parlavo all'inizio, fa della Chiesa l'erede genuina della Tradizione primordiale. In altre parole,
Cristo scavalca Abramo e si connette direttamente a Melchisedec (re e sacerdote - afferma san Paolo nella
Lettera agli ebrei, VII, 1-3 - "senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio").* A quest'ultimo, infatti, Abramo pagò la decima. E da quest'ultimo Abramo fu benedetto. Come Melchisedec, pertanto,
Cristo è autenticamente sacerdote ed insieme autenticamente re (la sua appartenenza alla tribù regale di Giuda, anziché a quella rabbinica di Levi, configurandosi quale ennesima dimostrazione dell'essere, la realtà sensibile, "specchio [ed enigma]" della realtà intelligibile).
* Su Melchisedec e sui suoi rapporti con altri nomi sospesi tra il biblico ed il mitico (non escluso al Khidr), ti invito alla lettura dell'ottimo
Preesistenza di Gesù e Maria alla loro Incarnazione, di F. Cavallaro (cfr.
©, in
Metapolitica), alla rilettura del già citato padre Scomparin presso Petrus (cfr.
©, post nel quale bastera cercare "Mikael") e ad una breve scorsa di un mio vecchio post (cfr.
©). Colgo l'occasione per dirti che al tuo commento di qualche minuto fa (cfr.
©, #59), ancora presso Petrus, non ho nulla da aggiungere. Condivido tutto, tranne (stante quanto detto sopra) il "ricollegamento abramico".
La Pace sia con te.
Asno
P.S. Devo l'immagine soprastante al sito
Maràn athà (cfr.
©, pagina che ne espone anche altre, non meno ragguardevoli).